Credere all’innocenza di Giusva Fioravanti e Francesca Mambro è diventata una moda. Un libro di Riccardo Bocca sfida il nuovo luogo comune

La strage di Bologna (2 agosto 1980) è l’unica della nostra storia recente ad avere dei colpevoli condannati con sentenza definitiva: i neofascisti Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini. Eppure, dopo cinque gradi di giudizio, sono in molti a dubitare della matrice nera della strage. È pienamente legittimo, in uno Stato di diritto, contestare le decisioni della magistratura. Ma è per lo meno curioso quanto è avvenuto negli ultimi dieci anni attorno a Mambro e Fioravanti. Dispiace dirlo, ma è diventata quasi una moda dichiararsi convinti dell’estraneità dei due alla più terribile strage compiuta nel nostro Paese (85 morti e oltre 200 feriti). È però incredibile quanti parlino (o scrivano) senza aver nemmeno letto le pagine processuali.
Il primo sassolino lo scagliò Gianfranco Funari, una quindicina d’anni fa. In diretta televisiva affermò: “A me ‘sta sentenza nun me convince”. Di lì a poco si formò un movimento d’opinione abbastanza largo e trasversale che sostiene ancora oggi l’innocenza dei due terroristi. Ne fanno parte anche diversi esponenti politici della sinistra e giornalisti affermati.
Non vogliamo qui entrare nel dettaglio delle sentenze, ma va detto che la maggior parte delle critiche si basano più sulla sfiducia nella magistratura che su un’analisi rigorosa dei fatti. Il punto cruciale della vicenda è la testimonianza di Massimo Sparti che incastra Mambro e Fioravanti (leggi Strage di Bologna dalla A alla Z). Chi li difende sostiene che le accuse di Sparti (che nel frattempo è morto) non sono credibili, vista la scarsa affidabilità del personaggio. Come se invece i condannati fossero un esempio di limpidezza morale e di coerenza ideologica. Gli innocentisti non prendono mai in considerazione le contraddizioni degli alibi e l’atteggiamento per nulla collaborativo assunto dai due in tutta la vicenda.
Mambro e Fioravanti sono stati abilissimi a conquistare una visibilità enorme negli ultimi anni. Anche la commissione Mitrokhin, rilanciando la vaghissima pista palestinese, ha dato loro nuova occasione per proclamarsi innocenti. Va quindi – paradossalmente – controcorrente il libro di Riccardo Bocca Tutta un’altra strage. Un libro che consigliamo vivamente di leggere a chi è davvero interessato al caso. Bocca non ha una tesi, ma fa le pulci alle ipotesi innocentiste. E si scopre che troppa gente ha parlato a vanvera negli ultimi anni.
Dulcis in fundo, l’intervista al presidente benemerito della Repubblica Francesco Cossiga. Che ammette di credere all’innocenza dei due soltanto perché glielo ha detto Anna Laura Braghetti, ex Br, carceriera di Aldo Moro diventata grande amica della Mambro in galera. Proprio così: per Cossiga, i “terroristi rossi sono più seri dei magistrati italiani”. E, in fondo, Mambro e Fioravanti sono “due bravi ragazzi”. Con buona pace delle loro vittime. Di tutte le loro vittime.
Tutta un'altra strage
Riccardo Bocca
€ 10,20
Ordina da iBS Italia
Antonello Sacchetti
27/07/2010
Stampa questa pagina
leggi altre notizie
indietro